Il committente può essere ritenuto responsabile per un infortunio occorso a un lavoratore autonomo qualora venga dimostrato che non abbia verificato la sua idoneità tecnico-professionale rispetto ai lavori da eseguire.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11603/25, ha ribadito che l’obbligo di garantire la sicurezza nei lavori eseguiti in appalto o tramite prestazione d’opera grava sia sul datore di lavoro che sul committente.
Il ruolo del committente: nessun controllo pressante, ma una verifica adeguata
Secondo i giudici della Suprema Corte, l’applicazione di questo principio non può avvenire in modo automatico: il committente non è tenuto a esercitare un controllo continuo e capillare sull’organizzazione e sull’andamento dei lavori.
Tuttavia, ai fini della sua eventuale responsabilità, è necessario valutare in concreto l’incidenza della sua condotta sull’evento lesivo.
In particolare, occorre considerare:
- le capacità organizzative dell’impresa incaricata,
- la tipologia e la pericolosità dei lavori,
- i criteri adottati dal committente nella scelta dell’appaltatore o del prestatore d’opera,
- il grado di ingerenza nell’esecuzione dei lavori,
- la possibilità di percepire immediatamente situazioni di pericolo.
In questo senso, la Cassazione ha chiarito che il committente è responsabile se ha omesso di verificare l’idoneità tecnico-professionale del lavoratore autonomo, specialmente quando si tratta di attività oggettivamente pericolose e il rischio è facilmente individuabile.
Il precedente giurisprudenziale
A supporto di questa interpretazione, la Corte ha richiamato la sentenza n. 35185/16, che ha ribadito l’obbligo del committente di verificare l’idoneità dell’impresa o del lavoratore autonomo anche in relazione alla pericolosità delle attività affidate.
In tale occasione, la responsabilità del committente per omicidio colposo è stata riconosciuta in un caso di infortunio mortale: un operaio edile era precipitato da un tetto, e il committente, pur essendo a conoscenza della pericolosità dell’intervento, aveva incaricato un artigiano privo di un’adeguata struttura organizzativa per garantire la sicurezza sul lavoro.





