Nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025 (G.U. n. 119) e segna un momento di svolta per aziende, formatori e lavoratori.
Si tratta di un aggiornamento normativo di ampia portata, atteso da anni, che punta a semplificare, chiarire e potenziare l’intero sistema della formazione obbligatoria previsto dal D.Lgs. 81/08.
Non stiamo parlando solo di ritocchi tecnici: è una riforma che cambia il modo in cui si fa sicurezza nelle imprese italiane.
Perché questo Accordo è fondamentale?
Il contesto normativo precedente era caratterizzato da un mosaico di accordi, aggiornamenti e interpretazioni che nel tempo avevano creato confusione. Con questo nuovo testo, finalmente, si punta a:
- unificare in un unico documento aggiornato i vari accordi preesistenti (come quelli del 2011);
- rafforzare la qualità formativa, introducendo requisiti più stringenti per i soggetti erogatori e i contenuti;
- valorizzare ruoli chiave, in particolare quello del preposto, assegnandogli un peso maggiore nelle strategie aziendali di sicurezza;
- regolamentare seriamente la formazione a distanza, ormai largamente diffusa ma finora non sufficientemente normata.
Il messaggio che esce da questa riforma è chiaro: la formazione non è più solo un obbligo burocratico, ma deve diventare un pilastro reale della prevenzione.
Le novità più rilevanti
- Il nuovo Accordo introduce diversi cambiamenti concreti:
- Un unico quadro normativo, che sostituisce e armonizza i precedenti accordi.
- Criteri di accreditamento più rigorosi per i soggetti formatori.
- Maggiore attenzione ai contenuti, ai metodi e alla verifica dell’apprendimento.
- Regole chiare per l’uso dell’e-learning: non basta mettere online un corso per essere in regola, servono tracciabilità, qualità e prove finali efficaci.
- Un forte rilancio del ruolo del preposto, considerato il vero garante operativo della sicurezza.
Cosa devono fare ora le aziende?
Non c’è tempo per stare fermi.
Anche se l’accordo prevede disposizioni transitorie e un periodo di prima applicazione che consente di avviare corsi secondo le vecchie regole fino al 24 maggio 2026, chi vuole essere davvero pronto deve cominciare subito:
- Rivedere i programmi formativi interni.
- Verificare che i soggetti formatori esterni siano accreditati e conformi ai nuovi standard.
- Ripensare i percorsi formativi per preposti, dirigenti e lavoratori, adattandoli ai nuovi requisiti.
- Organizzare il passaggio all’e-learning secondo i criteri aggiornati, garantendo tracciamento e verifica.
In sintesi: agire ora non è solo una questione di evitare sanzioni future, ma di prepararsi al cambiamento in modo intelligente e competitivo.
Chi sottovaluta questa riforma rischia davvero grosso.
Non si tratta solo di evitare qualche multa qua e là: le sanzioni amministrative per chi non rispetta le nuove disposizioni sono pesanti, ma il vero problema va oltre.
Un’azienda con personale non adeguatamente formato espone sé stessa a incidenti, infortuni e, soprattutto, a responsabilità dirette, anche penali, per chi ha ruoli decisionali.
In più, oggi la sicurezza non è più solo una questione interna: clienti, fornitori, partner guardano con attenzione a come viene gestita. Essere fuori norma significa perdere fiducia e credibilità.
La nuova normativa non lascia spazio ai “furbetti” o a chi pensa di arrangiarsi: chi si muove per tempo non solo sarà in regola, ma avrà la possibilità concreta di costruire una cultura aziendale della sicurezza più forte e riconoscibile.
Conclusione
Il nuovo Accordo Stato-Regioni segna l’inizio di una nuova stagione per la formazione sulla sicurezza: più chiara, più rigorosa, più efficace.
Le aziende e i professionisti che sapranno cogliere questa sfida non solo si metteranno in regola, ma costruiranno basi più solide per tutelare le persone, ridurre i rischi e rafforzare la loro credibilità.






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