Nel mondo della sicurezza sul lavoro, arriva un segnale forte dal legislatore.
La bozza del nuovo Decreto-Legge “Disposizioni per favorire la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro” del 13 giugno 2025 introduce interventi strutturali e profondi, con un punto di svolta su un tema troppo spesso sottovalutato: gli spazi confinati.
Se approvato in via definitiva, il testo apporterà modifiche sostanziali al D.Lgs. 81/08, finalmente dotando il nostro ordinamento di una disciplina organica, specifica e dettagliata per le attività in ambienti ad alto rischio.
Un Titolo nuovo per vecchi pericoli: nasce l’XI-bis
La bozza introduce nel Testo Unico il nuovo Titolo XI-bis interamente dedicato agli spazi confinati: un tassello normativo atteso da anni, che pone fine a una zona grigia fatta di interpretazioni, linee guida e circolari.
Definizioni univoche, obblighi chiari per il datore di lavoro, procedure operative codificate, valutazioni periodiche e formazione specifica: l’intero impianto mira a prevenire incidenti spesso gravi o mortali, proprio per l’invisibilità e la complessità del rischio.
Tre classi di rischio, una logica di intervento progressiva
Tra gli allegati più significativi contenuti nella bozza, l’Allegato LII propone una classificazione tecnica degli spazi confinati in Classe A, B e C, basata su parametri oggettivi:
- Classe A: atmosfera letale o esplosiva – rischio immediato per la vita.
- Classe B: atmosfera alterata – rischio significativo ma non immediato.
- Classe C: rischio potenziale – da gestire con procedure semplificate.
A ogni classe corrispondono obblighi proporzionati ma stringenti: per A e B è previsto un documento di autorizzazione all’ingresso, con verifica delle attrezzature e delle condizioni ambientali prima e durante le attività.
Procedure, ruoli e responsabilità: la sicurezza entra nei dettagli
La bozza non si limita a dichiarazioni d’intento.
Con l’Allegato LIII, introduce una procedura dettagliata per ogni fase del lavoro in ambiente confinato: dalla bonifica all’analisi dell’aria, dalla verifica dei DPI alla presenza obbligatoria di un addetto alla sorveglianza esterna.
Si codifica anche il ruolo del preposto, chiamato a verificare la piena aderenza alle misure previste, incluso l’impiego di dispositivi antideflagranti in caso di atmosfere potenzialmente esplosive.
Formazione: triennale, specifica e con addestramento pratico
L’art. 297-sexies della bozza impone un vero salto di qualità nella formazione dei lavoratori:
- Obbligo di formazione teorica e pratica con rapporto massimo 1 docente ogni 6 allievi.
- Aggiornamento triennale obbligatorio o anticipato in caso di cambiamenti organizzativi o incidenti.
- Docenti esperti, con esperienza professionale triennale documentata nel settore.
Un impianto che va ben oltre la formazione generalista, introducendo standard elevati, soprattutto per le realtà più piccole o meno strutturate.
Piano di emergenza, attrezzature, addestramento: ogni dettaglio codificato
Con l’Allegato LVI, la bozza chiarisce come deve essere strutturato il piano di emergenza per gli spazi confinati, obbligatorio e da aggiornare in caso di variazioni.
Si prescrivono:
- Vie di accesso per i soccorritori.
- Presenza di DPI di III categoria.
- Attrezzature e sistemi di comunicazione efficienti.
- Procedure di salvataggio specifiche.
È la prima volta che il legislatore dettaglia con tale precisione le condizioni per l’intervento e il soccorso, da tempo richieste a gran voce dagli operatori del settore.
Il contesto più ampio: nuove misure per imprese, studenti e formazione
Sebbene la parte sugli spazi confinati sia la novità più attesa, la bozza introduce anche:
- L’estensione della copertura INAIL agli studenti a partire dal 2025/2026.
- Il coinvolgimento dei Fondi interprofessionali per la formazione in edilizia, logistica e trasporti.
- Il sostegno ai SGSL semplificati per le PMI.
- L’accesso gratuito alle norme UNI sulla sicurezza, oggi spesso a pagamento.
In attesa di approvazione: cosa può fare chi lavora sul campo?
In quanto bozza non ancora convertita, il testo non ha ancora valore cogente.
Tuttavia, i contenuti sono già chiari segnali di quale direzione stia prendendo il legislatore.
Per i datori di lavoro, i RSPP, i formatori e i consulenti, questo è il momento giusto per:
- Anticipare i cambiamenti nei propri DVR e procedure operative.
- Formare il personale in modo adeguato e realistico.
- Dotarsi delle attrezzature previste, soprattutto nei casi di Classe A e B.
- Rivedere i piani di emergenza e di coordinamento.
Conclusione: la sicurezza prende forma… in bozza
Mai come ora la sicurezza negli ambienti confinati ha trovato una voce chiara, strutturata e concreta nelle stanze della legislazione.
La bozza del Decreto 2025 potrebbe segnare la fine del tempo delle improvvisazioni.
Per ora è una proposta. Ma chi lavora nel settore sa bene che prepararsi oggi è il modo migliore per essere conformi domani.
Sicuro Magazine continuerà a seguire passo dopo passo l’evoluzione di questo provvedimento, con spirito critico e attenzione operativa.





