INAIL ha pubblicato il report Pre.Vi.S 2014-2020, un documento che raccoglie e analizza i dati relativi a sette anni di attività di vigilanza, con l’obiettivo di monitorare i fattori di rischio e fornire supporto alle imprese.
Questo rapporto, realizzato nell’ambito di un’Azione centrale promossa dal Ministero della Salute, offre una panoramica dettagliata sulle violazioni rilevate nei luoghi di lavoro nel periodo 2014-2020.
Oltre a fornire un quadro di sintesi dei principali dati emersi, il report include approfondimenti metodologici e prospettive future sull’attività di vigilanza, rappresentando uno strumento prezioso per il miglioramento delle politiche di prevenzione e sicurezza nei contesti lavorativi.
Negli ultimi decenni, il numero di infortuni sul lavoro ha registrato un costante calo, grazie all’introduzione di normative più stringenti e all’adozione di tecnologie sempre più avanzate.
Tuttavia, in alcuni settori, il fenomeno rimane significativo.
Le piccole dimensioni di molte imprese, il sistema degli appalti e le particolari tipologie contrattuali presenti in alcuni comparti produttivi rendono difficile la diffusione di una solida cultura della sicurezza.
Questo si traduce in una complessità maggiore nel garantire controlli efficaci, sia da parte delle autorità pubbliche che all’interno delle stesse aziende.
Da anni, il sistema di sorveglianza Infor.Mo analizza e monitora le cause principali degli infortuni mortali, evidenziando come gli errori procedurali rappresentino oltre un terzo dei fattori di rischio.
A questi si aggiungono altre criticità, quali lo stato inadeguato delle attrezzature e delle macchine, la non conformità degli ambienti di lavoro – ad esempio per l’assenza di barriere o protezioni collettive – e la mancanza di segnaletica e percorsi di sicurezza adeguati.
Anche gli errori umani, come distrazione e affaticamento, giocano un ruolo importante; tuttavia, la responsabilità della sicurezza non può ricadere esclusivamente sui lavoratori.
Essa deve essere inquadrata in un’ottica più ampia, che coinvolga l’intero sistema organizzativo.
Il monitoraggio costante dei fattori di rischio è fondamentale per individuare e attuare le misure di prevenzione più efficaci negli ambienti lavorativi.
Per raggiungere questo obiettivo, è necessario potenziare l’osservazione dei fattori causali degli eventi, rendendo tale attività più tempestiva. In questo contesto, i verbali di prescrizione redatti in seguito ai sopralluoghi svolti dalle autorità competenti rappresentano una risorsa preziosa.
Essi offrono informazioni dettagliate sulle violazioni riscontrate, permettendo di orientare le politiche di prevenzione e di migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
I Servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPRESAL), istituiti con la riforma sanitaria del 1978, svolgono un ruolo cruciale. Oltre a vigilare sulle aziende, offrono supporto a imprese e lavoratori attraverso interventi mirati di assistenza e prevenzione.
Negli ultimi anni, l’evoluzione dell’organizzazione del lavoro ha posto nuove sfide, rendendo necessario un coordinamento istituzionale sempre più efficace.
Le recenti modifiche introdotte dalla legge 215/2021 hanno ampliato le competenze in materia di controllo aziendale, sottolineando l’urgenza di migliorare la collaborazione tra enti preposti.
In questo scenario si inserisce la ricerca condotta dal Dimeila, che risponde alle nuove sfide legate alla prevenzione di infortuni e malattie professionali.
Tale ricerca, sviluppata nell’ambito dell’Azione Centrale promossa dal Ministero della Salute, mira a rafforzare il monitoraggio della sicurezza nei luoghi di lavoro, in linea con quanto previsto dall’articolo 5 del D.Lgs. 81/2008.
Il rapporto analizza i dati raccolti nella rete Pre.Vi.S. attraverso i verbali di prescrizione, offrendo una lettura critica delle violazioni riscontrate durante i sopralluoghi.
L’obiettivo principale è trasformare le evidenze raccolte in segnali chiave per guidare le scelte e le tempistiche delle azioni di prevenzione, sia da parte delle istituzioni che delle aziende.
Solo attraverso un approccio coordinato e una maggiore consapevolezza dei rischi si potrà continuare a ridurre il numero di infortuni, promuovendo ambienti di lavoro sempre più sicuri.





