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Con la Sentenza della Cassazione Penale N. 18663 del 30 Aprile 2018

si sottolinea il rischio nel gestire rifiuti pericolosi, soprattutto quando il trattamento non è autorizzato.

Nel caso in questione, due dipendenti di una ditta autorizzata ad eseguire solamente attività di messa in riserva di materiale ferroso, svolgevano operazioni di svitamento di valvole di materiale pericoloso, ossia di bombole contenenti ossigeno.

Durante tale operazione, svolta con strumenti inidonei, quali martello e cannello, una delle bombole è esplosa, provocando alla caduta lesioni cranio-encefaliche ad uno dei dipendenti, poi deceduto.

La Cassazione ha confermato la penale responsabilità del datore di lavoro, sottolineando che, se le bombole non fossero state acquisite all’interno della ditta, l’infortunio non sarebbe mai accaduto e ribadendo la mancanza di autorizzazione della ditta al trattamento di materiale pericoloso, nonché la necessità di strumenti adeguati e personale specializzato in tali mansioni.

Oltretutto, il datore di lavoro era sul posto al momento dell’infortunio e, nonostante ciò, non risulta che abbia impedito l’inadeguata procedura utilizzata dai dipendenti o dato indicazioni sul corretto trattamento.