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Termovalorizzatore di Torino: pubblicati i risultati sui monitoraggi di salute nei lavoratori dell’impianto

Antonella Bena, Servizio Sovrazonale di Epidemiologia ASL TO3

Prosegue l’attività di monitoraggio biologico condotta dal programma SPoTT, il sistema di sorveglianza nato con lo scopo di valutare gli eventuali effetti sulla salute dei lavoratori e dei residenti nei pressi del termovalorizzatore di Torino.

A dicembre 2015 erano stati pubblicati i risultati riguardanti le concentrazioni urinarie di metalli svolte dopo un anno dall’avvio dell’impianto sulla popolazione residente; lo scorso aprile sono stati resi noti i risultati delle analisi sui lavoratori all’interno dell’impianto. Rispetto ai residenti, le analisi biologiche sui lavoratori prevedono rilevazioni aggiuntive all’inizio e alla fine del turno, specificamente finalizzate a valutare le esposizioni presenti in ambiente di lavoro. Sono inoltre stati condotti campionamenti dell’aria in ambiente di lavoro.

Com’era già successo per i cittadini residenti in prossimità dell’impianto, la maggior parte dei 18 metalli urinari e il piombo nel sangue dei lavoratori presenta, dopo un anno di attività dell’inceneritore, concentrazioni più basse di quelle rilevate prima dell’avvio. In particolare la diminuzione della concentrazione dei metalli è stata riscontrata sia nei lavoratori direttamente impegnati sulle linee di incenerimento sia nel restante personale tecnico ed amministrativo. Il cromo è l’unico metallo che presenta una tendenza all’aumento, anche se in misura non statisticamente significativa. Tali risultati non sono attribuibili all’ambiente di lavoro: le misurazioni effettuate in aria dentro l’impianto rilevano una concentrazione di metalli in tracce, uguale ai valori di fondo esterni o sotto i limiti di rilevabilità. Lo scenario di esposizione risulta quindi analogo a quello dei residenti e include, tra i possibili determinanti, una diminuzione delle emissioni in aria di PM10, PM2.5 e NO2 e una maggiore attenzione nelle abitudini alimentari e stili di vita (es. fumo).

Per quel che riguarda i 10 metaboliti idrossilati degli idrocarburi policiclici aromatici (OH-IPA), dopo un anno di attività le concentrazioni urinarie sono in diminuzione per la maggior parte dei metaboliti in entrambi i gruppi di lavoratori, ma solo nei lavoratori impegnati sulle linee di incenerimento, e limitatamente ad alcuni OH-IPA (2-idrossi-naftalene, 1-idrossi-fenentrene, 4-idrossi-fenantrene, 1-idrossi-pirene), le diminuzioni raggiungono la significatività statistica. Tali diminuzioni non sembrano essere attribuibili all’ambiente di lavoro né sembrano essere correlate a un cambiamento di abitudini al fumo. Le analisi condotte dopo un anno dall’avvio dell’impianto hanno approfondito in particolare i valori riscontrati nei gruisti della fossa rifiuti che operano nelle aree ove i monitoraggi ambientali hanno segnalato concentrazioni di IPA più elevate di quelle di fondo a causa delle emissioni dei veicoli che movimentano i rifiuti; in tale gruppo di lavoratori sono stati evidenziati livelli complessivi (Σ10OH-PAH) più elevati a fine turno rispetto a tutti gli altri lavoratori e in particolare il 2-idrossi-naftalene presenta livelli più alti rispetto agli altri anche tenendo conto dell’abitudine al fumo. Un miglioramento negli impianti di aspirazione potrebbe ridurre l’esposizione e quindi le concentrazioni nelle urine di questi inquinanti e pertanto se ne raccomanda l’attuazione.

Sono questi i principali risultati contenuti nel rapporto pubblicato dal programma SPoTT, sistema di sorveglianza coordinato dal Servizio di Epidemiologia dell’ASL TO3, progettato e condotto con Arpa, ASL TO3, ASL TO1 e Istituto Superiore di Sanità. Il rapporto riporta i risultati delle singole fasi e gli esiti del confronto dopo un anno dall’assunzione (T1) rispetto alle corrispondenti concentrazioni misurate un anno prima (T0) nelle stesse persone. Tutti i risultati riguardano i dipendenti TRM (la ditta incaricata della conduzione dell’impianto) e un gruppo di lavoratori di un’impresa incaricata della fase di avvio, per un totale di 55 soggetti. I risultati sono coerenti con quelli rilevati in altri programmi di biomonitoraggio di lavoratori di impianti di incenerimento reperibili nella letteratura scientifica, ma sarà possibile descrivere un quadro completo e attendibile solo quando saranno disponibili i risultati dei prelievi effettuati nella seconda metà di aprile 2016 nei lavoratori delle imprese in subappalto che operano nelle zone ove i monitoraggi dell’aria interna all’impianto hanno evidenziato concentrazioni di IPA più elevate legate alle emissioni dei veicoli che movimentano i rifiuti.

 Tutta la documentazione tecnico-scientifica ed altre informazioni di interesse pubblico sul programma SPoTT sono disponibili nell’area dedicata ospitata dal sito DORS: www.dors.it/spott.

Fonte: dors