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È stata pubblicata il 30 ottobre 2015 (con il decreto 21 ottobre 2015) la regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle metropolitane.

L’obiettivo del provvedimento è quello di:

  • minimizzare la probabilità di insorgenza degli incendi e nel caso in cui un incendio si sviluppi comunque sul treno, sulla sede ed in particolare in galleria e nelle aree di stazione, limitarne la sua propagazione;
  • assicurare la possibilità che gli occupanti possano lasciare indenni, in modo autonomo, i luoghi in cui si è sviluppato l’incendio, nell’ambito delle procedure di emergenza, o che gli stessi possano essere soccorsi in altro modo;
  • garantire la stabilità delle strutture portanti;
  • limitare la propagazione di un incendio ad attività contigue;
  • garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.

Per la definizione delle misure di sicurezza da adottare, nel decreto considerati come scenari d’incendio di riferimento più importanti, ma non esclusivi:

Scenario 1) : l’incendio a bordo di un treno in stazione ;

Scenario 2) : l’incendio a bordo di un treno fermo in galleria ;

Scenario 3) : l’incendio di un’eventuale attività commerciale di pertinenza posta nell’atrio della stazione ed avente le caratteristiche geometriche ed impiantistiche riportate nella stessa regola tecnica ;

Scenario 4) : l’incendio in un locale tecnico.

Per i vari scenari viene assunta come base per i calcoli una potenza massima d’incendio dell’incendio:

per gli scenari 1) e 2)   7000 kW

per lo scenario 3)         3000 kW

per lo scenario 4)         3000 kW

Nella trattazione dei termini, definizioni e tolleranze dimensionale particolare attenzione merita la voce “Stato critico per la sicurezza della vita umana”.

Tale termine si riferisce a ciascuna delle condizioni limite alle quali può essere esposta una persona in metropolitana in caso di incendio. La verifica progettuale consiste nell’impedire che si manifestino, mediante misure di prevenzione protezione degli incendi, condizioni più gravose di ciascuno dei limiti sotto indicati:

–     l’esposizione delle persone ad un flusso termico radiante pari a 2,5 kW/m2 determinato da stratificazioni di fumo caldo;

–     l’esposizione delle persone a temperature di 60° C per tempi superiori a dieci minuti;

–     una visibilità, riferita alla percezione delle uscite dalla galleria di stazione, pari a 15 m misurata ad un’altezza di 1,8 m dal piano di calpestio;

–     un livello medio della FED (Fractional Effective Dose), riferito come rapporto tra il prodotto Ct (concentrazione per tempo) per una data sostanza asfissiante e analogo prodotto dello stesso asfissiante che produce un certo effetto su un soggetto esposto di media vulnerabilità, non superiore a 0,3 calcolata considerando solo il contributo dell’ossido di carbonio.

Lo stato critico non deve essere superato almeno per il tempo necessario affinché l’ultima persona presente nel comportamento o nella zona dell’incendio raggiunga un luogo sicuro o un percorso di sfollamento protetto. Deve essere valutato il margine di sicurezza in termini di tempo disponibile per l’esodo(ASET) rispetto al tempo necessario per l’esodo(RSET).

Ulteriore attenzione và data alla voce “Appendice Tecnica” che attribuisce alla regola tecnica un valore primario nella progettazione del sistema di esodo in fase di emergenza da una metropolitana. Il probabile alto numero di persone, spesso la profondità delle stazioni ed i percorsi non sempre lineari, costituiscono vincoli che il progettista deve tenere sempre presente per una corretta soluzione progettuale, che deve essere necessariamente inserita nella progettazione architettonica generale delle stazioni. Una stazione che sia comodamente accessibile, architettonicamente ma anche psicologicamente ampia, esteticamente confortevole, corredata di impianti funzionali, sarà una stazione sicura anche se di tipo profondo e gli utenti ne trarranno vantaggio anche nel caso di emergenze che prevedano il rapido sfollamento.

Questi elementi insieme ad altri quali la ventilazione di emergenza, gli impianti di protezione attiva, gli estintori e la segnaletica e impianti elettrici e di comunicazione compongono l’impianto della regola tecnica e quindi forniscono al progettista i criteri progettuali per la realizzazione di nuove metropolitane o interventi di ampliamento o modifica, limitatamente alle parti interessate dall’intervento, tutto questo al fine di attenuare i livelli di rischio nei confronti dell’evento incendio.

Architetto Fernando Cordella

Componente Comitato Scientifico Aifes