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I nostri contratti di lavoro avvicinano imprese e lavoratori.

Intervista a Federico Iadicicco, Presidente Anpit

A poche settimane dall’accordo che ha visto Aifes ed Anpit, sottoscrivere un importantissimo accordo di affiliazione che consentirà ad Aifes di avvalersi degli effetti dei numerosi Ccnl sottoscritti da Anpit e quest’ultima, di poter utilizzare una qualificata rete di centri di alta formazione che diventeranno importanti punti di riferimento anche per l’attività sindacale promossa da Anpit, ospitiamo una breve intervista al Presidente Anpit Federico Iadicicco, con l’obiettivo di far conoscere meglio questa importate realtà datoriale i cui Ccnl trovano sempre maggiore consenso sia tra i datori di lavoro sia tra i lavoratori che ne riconoscono il valore sociale ed economico, soprattutto in questa delicata fase dell’economia italiana.

Federico Iadicicco nato a Roma il 6 novembre 1974, sposato, con un figlio, si è laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma ed ha conseguito un master a Roma 3 in Globalizzazione dei mercati e tutela dei consumatori. Svolge in prima linea il ruolo di Presidente dell’ANPIT- Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario ma in parallelo si occupa di gestione delle risorse umane e per ultimo è socio e responsabile commerciale di un’Azienda Vinicola Terre del Cesanese a Piglio nel Lazio.

Dottor Iadicicco:

  • A chi spetta la scelta del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro?

Il CCNL secondo il nostro ordinamento giuridico è un Contratto di natura privatistica privo pertanto di efficacia erga omnes. Secondo giurisprudenza consolidata, la scelta del Contratto Collettivo di Lavoro da applicare è lasciata al datore di lavoro, quale conseguenza della sua adesione all’Associazione datoriale stipulante che l’ha sottoscritto, con obbligo di attenersi in toto alla sua normativa.

  • Che cosa risponde a chi sostiene che i Contratti collettivi nazionali Anpit-Cisal siano illegittimi e non applicabili?

I Contratti sottoscritti tra le diverse Associazioni Datoriali e la CISAL garantiscono il pieno rispetto dei principi costituzionali (art. 36) e sono regolarmente depositati presso il Ministero del Lavoro e pubblicati dal CNEL, trovando ampia diffusione e applicazione in Italia. Inoltre, essendo le Associazioni Datoriali che sottoscrivono il CCNL e la CISAL presenti, con le loro Federazioni, su tutto il territorio nazionale, rispondono ai criteri giurisprudenziali di “organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente e comparativamente rappresentative”.

  • Cosa deve fare il datore di lavoro per “passare” ai vostri Contratti?

Per prima cosa, dovrà aderire a un’Associazione Datoriale sottoscrittrici il CCNL. Poi, se il precedente CCNL è scaduto o in scadenza, il datore di lavoro nel passaggio dovrà mantenere al lavoratore la parte economica-retributiva, avendo cura di inquadrare i dipendenti nel nuovo livello corrispondente alle mansioni effettivamente svolte. Viceversa, potrà applicare la parte normativa del nuovo contratto solo dalla scadenza del precedente, fermo restando che potrebbe concordare con i lavoratori mediante Accordo di secondo livello la piena applicazione del nuovo CCNL.

  • Come avviene la procedura di allineamento? E se il lavoratore non è d’accordo?

Vi sono due strade che si possono seguire: la prima è quella di procedere con accordi individuali di adesione dei singoli lavoratori al nuovo contratto, preferibilmente formalizzati in sede sindacale ex art. 411 cpc; la seconda è di richiedere all’Ente Bilaterale di Categoria di certificare il nuovo inquadramento del lavoratore ed il suo allineamento retributivo.

Nei casi di contestazione del lavoratore, l’azienda potrà seguire altre due vie: procedere con accordo quadro sindacale aziendale con la RSA della Federazione CISAL sottoscrittrice del contratto applicato dall’azienda ed alla successiva firma “per adesione” dei singoli lavoratori; oppure, dare mera comunicazione formale ai singoli lavoratori di voler applicare il nuovo CCNL. Poiché questa seconda opzione lascia aperta la possibilità di contenziosi pregressi, essa richiede un assoluto rispetto delle procedure contrattualmente previste di passaggio da un CCNL all’altro.

  • E’ possibile una disparità di trattamento normativo tra dipendenti storici e nuovi assunti?

E’ possibile ogniqualvolta il nuovo contratto si applichi a Lavoratori con precedente contratto non scaduto. Aggiungerei, però, che non è conveniente perché così si dovrebbero gestire due diversi trattamenti normativi. Per evitare tale eventualità, sarebbe sufficiente un accordo Azienda – Lavoratore che preveda l’immediata applicazione della normativa dietro corresponsione di un’adeguata indennità transattiva che monetizzi le differenze. In ogni caso, resta inteso che il passaggio di CCNL è una procedura delicata, per cui si consiglia di richiedere il supporto professionale dell’associazione datoriale di riferimento.