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Gli infortuni che avvengono in luoghi considerati al contempo di lavoro e di vita rappresentano senza dubbio una tematica che merita una particolare attenzione da parte del Centro per la Cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita.

Gli impianti natatori ovvero le piscine rappresentato sicuramente uno di quegli ambienti di vita e di lavoro dove la salute e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti si intrecciano nel contesto di attività ludiche, sportive e ricreative che richiedono particolare attenzione non solo per il benessere ma anche per la prevenzione dei rischi, al fine di garantire la sicurezza di tutti i frequentatori.

Ad affrontare questa tematica e a fornire utili informazioni è il Quaderno “Le piscine”, una nuova pubblicazione inserita nella collana “Quaderni per la Salute e la Sicurezza” del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale dell’Inail, partner del Centro.

Il Quaderno specifica che gli utenti delle piscine si distinguono in frequentatori (utenti presenti all’interno dell’impianto) e bagnanti (utenti che si trovano all’interno della sezione vasche).

Il numero massimo di frequentatori ammissibili è determinato in relazione alle diverse categorie di piscine, secondo i parametri definiti dalle norme tecniche regionali con l’obiettivo che la fruizione delle vasche e di tutto l’impianto (spogliatoi, docce, servizi igienici, ecc.) possa essere regolare e agevole. Le piscine di proprietà pubblica o privata, destinate all’utenza pubblica, e quelle ad usi speciali collocate in strutture di cura, riabilitazione e termali, devono essere dotate di sistemi e procedure atte a rilevare in ogni momento il numero di frequentatori presenti.

Il numero massimo dei bagnanti è determinato in relazione ai diversi tipi di vasche per garantire che il carico inquinante dovuto alle attività in acqua si mantenga entro i limiti della potenzialità dell’impianto e che l’attività natatoria possa svolgersi nel rispetto delle esigenze di sicurezza e di sorveglianza degli utenti. L’affollamento dei bagnanti ha una forte valenza igienico-sanitaria e di sicurezza e l’Accordo sulla disciplina interregionale delle piscine, stipulato il 16 dicembre 2004, tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ha indicato i valori massimi di affollamento in relazione alla superficie delle vasche e al tipo di attività che vi si svolgono:

  • attività di nuoto (un bagnante ogni 5 m2 di specchio d’acqua);
  • attività ludico ricreative (un bagnante ogni 3 m2 di specchio d’acqua).

Il Quaderno dell’Inail elenca anche le varie lesioni o fratture da infortuni dovuti a cadute o scivolamenti e riporta una tabella con i pericoli connessi all’uso delle piscine ed i relativi rischi per la salute e sicurezza:

  • fisici: annegamento, semi-annegamento, traumi dovuti ad infortuni da impatto:
  • associati a caldo, freddo e luce solare: danni causati da agenti fisici (es. esposizione acuta al calore del sole; esposizione al freddo nelle piscine da immersione);
  • associati alla qualità dell’acqua: ingestione, inalazione o contatto con patogeni, virus, funghi, protozoi e agenti chimici che possono essere presenti nell’acqua e a bordo vasca;
  • associati alla qualità dell’aria: inalazione di agenti chimici.

Fonte Comune di Milano   e Inail

https://www.inail.it/cs/internet/docs/allegato_le_piscine_quaderni_per_la_salute_e_la_sicurezza.pdf