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Dopo l’adeguamento dei sistemi statistico-informatici al nuovo obbligo di comunicazione all’Istituto di tutti gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, riprende regolarmente la pubblicazione dei dati sugli infortuni nel complesso.

Tra gennaio e luglio rilevati dall’Inail 379.206 casi d’infortunio (-0,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, 587 dei quali con esito mortale (-0,7%). Le denunce di malattia sono state 37.501 (+3,5%).

Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto nel mese di luglio.

Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (luglio 2018 vs luglio 2017) e “di periodo” (gennaio-luglio 2018 vs gennaio-luglio 2017).

Come programmato, nel mese di agosto è ripresa regolarmente la pubblicazione degli Open data mensili relativi alle denunce complessive di infortunio, che era stata temporaneamente sospesa per consentire l’adeguamento dei sistemi al nuovo obbligo di comunicazione all’Inail, a fini statistici e informativi, di tutti gli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.

L’obbligo ricade su tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private.

Pertanto, a partire dalla presente pubblicazione, nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni effettuate ai soli fini statistici e informativi, comunque rientranti in Open data nell’ambito delle informazioni relative agli infortuni sul lavoro, a prescindere dalla rilevanza ai fini della tutela assicurativa.

Si rammenta la consueta precisazione che gli open data pubblicati sono provvisori, perché soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Per quantificare i casi accertati positivamente sarà infatti necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2018, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Infortuni in Complesso

Tra gennaio e luglio del 2018 i casi d’infortunio rilevati dall’Inail sono stati 379.206, in diminuzione dello 0,3% rispetto all’analogo periodo del 2017.

I dati rilevati al 31 luglio hanno evidenziato, a livello nazionale, una diminuzione sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro passati da 325.390 a 325.054 (-0,1%) sia di quelli in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro scesi da 54.846 a 54.152 (-1,3%).

Nei primi sette mesi del 2018 si è registrato un decremento nella gestione Industria e servizi dello 0,2% (da 295.843 a 295.302 casi) e in Agricoltura del 2,8% (da 19.294 a 18.760) e un aumento dello 0,1% nel Conto Stato (da 65.099 a 65.144).

L’analisi territoriale evidenzia una sostanziale stabilità nel Nord-Ovest (-0,04%) e decrementi al Centro (-1,8%) e nelle Isole (-3,0%). Aumenti si riscontrano, invece, nel Nord-Est (+0,7%) e al Sud (+0,5%).

Tra le regioni con i maggiori decrementi si segnalano la provincia autonoma di Trento (-9,0%), Abruzzo (-4,3%) e Sardegna (-3,7%); quelle con un maggior incremento, il Friuli Venezia Giulia (+4,7%), la provincia autonoma di Bolzano (+3,3%) e la Campania (+2,4%).

Il decremento rilevato nel confronto tra i primi sette mesi del 2017 e del 2018 è legato solo alla componente femminile che registra un calo dell’1,2% (da 136.411 a 134.789), mentre quella maschile presenta un lieve aumento pari allo 0,2% (da 243.825 a 244.417).

La diminuzione ha interessato gli infortuni dei lavoratori italiani (-1,4%) e di quelli comunitari (-0,2%); per i lavoratori extracomunitari si assiste, invece, ad un aumento dell’8,6%.

Dall’analisi per classi d’età emergono decrementi per i lavoratori tra i 30-44 anni (-4,1%) e tra i 45-59 anni (-1,2%); per contro, i lavoratori fino a 29 anni e quelli tra i 60-69 registrano un aumento (rispettivamente del +3,7% e del +5,9%).

Infortuni Mortali

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi sette mesi di quest’anno sono state 587, quattro in meno rispetto alle 591 dell’analogo periodo del 2017 (-0,7%).

I dati rilevati al 31 luglio hanno evidenziato, a livello nazionale, una diminuzione dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 431 a 414 (-3,9%), mentre quelli occorsi in itinere, ovvero nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, sono aumentati dell’8,1% (da 160 a 173).

Nei primi sette mesi del 2018 si è registrato un aumento di 25 casi mortali (da 497 a 522) nella gestione Industria e servizi, mentre in Agricoltura i decessi denunciati sono stati 20 in meno (da 76 a 56) e nel Conto Stato 9 in meno (da 18 a 9).

L’analisi territoriale evidenzia un incremento di 9 casi mortali nel Nord-Ovest (da 146 a 155) e una stabilità nel Nord-Est (157).

Diminuzioni si riscontrano, invece, al Centro (da 112 a 110), al Sud (da 120 a 119) e nelle Isole (da 56 a 46).

A livello regionale spiccano i 16 casi in più del Veneto (da 55 a 71) e i 13 in più della Calabria (da 9 a 22).

Cali significativi si registrano, invece, in Puglia (da 41 a 24) e in Abruzzo (da 29 a 16), teatro nel gennaio 2017 delle tragedie di Rigopiano e Campo Felice.

Il decremento rilevato nel confronto tra i primi sette mesi del 2017 e del 2018 è legato esclusivamente alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono stati quattro in meno (da 531 a 527), mentre quella femminile ha registrato 60 decessi in entrambi i periodi.

La diminuzione ha interessato le denunce dei lavoratori italiani (da 498 a 494) e quelle degli extracomunitari (da 67 a 64), mentre quelle dei lavoratori comunitari sono aumentate di 3 unità (da 26 a 29).

Dall’analisi per classi di età emerge come una morte su due abbia coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, per i quali si è registrato un incremento tra i due periodi di 44 casi (da 247 a 291).

In diminuzione, invece, le denunce che hanno riguardato gli under 34 (da 99 a 91), i lavoratori tra i 35 e i 49 anni (da 202 a 164) e gli over 65 (da 43 a 41).

Nel periodo gennaio-luglio si sono verificati, per entrambi gli anni 2017/2018, dieci incidenti plurimi, ovvero eventi che hanno provocato la morte di almeno due lavoratori contemporaneamente, con 26 decessi nei primi sette mesi del 2018 e 32 decessi nei primi sette mesi del 2017 (16 dei quali nelle tragedie di Rigopiano e di Campo Felice).

Denunce di Malattia Professionale

Dopo la diminuzione registrata nel corso di tutto il 2017, in controtendenza rispetto al costante aumento degli anni precedenti, nei primi sette mesi del 2018 le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail sono tornate ad aumentare.

Al 31 luglio 2018, l’incremento si attesta al +3,5% (pari a 1.277 casi in più rispetto allo stesso periodo del 2017, da 36.224 a 37.501).

Si tratta di una variazione più bassa rispetto a quella registrata nei primi quattro mesi dell’anno (+14,8% di gennaio, +10,3% di febbraio, +5,8% di marzo, +5,5% di aprile) e poco più alta di quella di maggio (+3,1%) e giugno (+2,5%).

L’aumento ha interessato tutti i comparti: nell’Industria e servizi le denunce di malattia professionale sono aumentate del 2,9% (da 28.578 a 29.396), in Agricoltura del 6,2% (da 7.217 a 7.667) e nel Conto Stato del 2,1% (da 429 a 438).

L’analisi territoriale ha evidenziato incrementi delle tecnopatie denunciate al Centro (+717), dove si concentra oltre un terzo del totale dei casi protocollati dall’Istituto, al Sud (+568 casi), dove i casi denunciati sono quasi un quarto del totale, nel Nord-Ovest (+115) e nel Nord-Est (+10).

In calo, invece, il dato delle Isole (-133).

In ottica di genere si rilevano 1.159 denunce in più per i lavoratori (da 26.253 a 27.412: +4,4%) e 118 in più per le lavoratrici (da 9.971 a 10.089: +1,2%).

L’incremento ha interessato prevalentemente le denunce dei lavoratori italiani (da 33.908 a 35.101; +3,5%), rispetto a quelle dei lavoratori comunitari (da 652 a 796; +22,1%).

In calo del 3,7% le denunce degli extracomunitari (da 1.664 a 1.603).

Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (21.676 casi), con quelle del sistema nervoso (4.211) e dell’orecchio (2.774), continuano a rappresentare le prime tre malattie professionali denunciate nel periodo gennaio-luglio 2018 (pari a oltre il 76% del complesso).

Seguono le denunce di patologie del sistema respiratorio (1.618) e dei tumori (1.401).

Fonte : Inail