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Numero 14 – settembre 2017

di Patrizia Agnello, Fabrizio Bracco, Camille Brunel, Michele Masini, Tommaso Francesco Piccinno, Amel Sedaoui, Dounia Tazi.

I tradizionali sistemi di gestione della sicurezza non risultano più sufficienti in caso di pericoli non conosciuti o non previsti.

Bisogna ricorrere alla capacità di resistenza degli individui a fatti imprevisti che, mutuando dall’ambito ingegneristico, in psicologia e sociologia viene detta “resilienza”.

Il quaderno intende rispondere alla necessità di alcune organizzazioni di affiancare alla gestione della sicurezza lo sviluppo della resilienza per reagire agli imprevisti, gestire pericoli non noti, affrontare emergenze superiori a quelle pianificate.

Presenta l’analisi dei possibili comportamenti basati sulla capacità di un individuo di reagire adeguatamente a un imprevisto che mini la sicurezza, e determina schemi di comunicazione e collaborazione tra diversi livelli, dall’operaio al dirigente, sulla base dei quali il singolo o il gruppo possano intervenire evitando l’accadimento di incidenti o riducendone le conseguenze.