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La sostenibilità della formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, tra efficacia ed economicità. Aifes e con essa Anpit, Cisal, KHC, Enbic, Embims, partecipano alla 6° edizione del Festival del Lavoro, manifestazione organizzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla Fondazione Studi che si terrà a Palermo dal 25 al 27 giugno p.v. La nostra è una partecipazione attiva che proporrà un tema molto caro alle imprese e a quanti ancora credono nel valore economico e sociale del lavoro.

Il Festival si presenta come una “Tre giorni per analizzare i fattori che ancora ostacolano la crescita del Paese e formulare insieme la ricetta migliore con cui rimettere in moto il sistema. Tre giornate ricche di ospiti, dibattiti ed eventi che si svolgeranno in contemporanea in quello che è il simbolo del capoluogo siciliano, il Teatro Massimo, oltre che presso il Teatro al Massimo e il Cinema Rouge et Noir, per una manifestazione a carattere nazionale che vanta ormai grandi numeri – oltre 5000 presenze solo nell’ultimo anno – e che è diventata un appuntamento imperdibile per chi ha a cuore il diritto del lavoro e il futuro dell’Italia“.

Partecipiamo perché crediamo che il Festival del Lavoro di Palermo possa essere l’occasione per unire alle riflessioni sul mercato del lavoro, (forum che coinvolgerà dai Consulenti del Lavoro ai giuslavoristi, agli esperti, agli imprenditori, ai lavoratori, ai giovani, assieme ai rappresentanti del mondo politico, istituzionale ed intellettuale) il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, sempre più compresso tra dinamiche di mercato e obbligatorietà degli adempimenti, e con essa quello della sostenibilità dei costi legati agli adempimenti formativi e più in generale della formazione di qualità di cui in particolare Cisal ed Aifes – Anpit sono promotrici principali.

La nostra considerazione tiene conto del fatto che malgrado i crescenti sforzi messi in atto dall’Inail, in materia di incentivi alle imprese finalizzati al miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, ci sia ancora molto da fare soprattutto in favore delle piccole e micro imprese e più in generale del sistema dei lavoratori autonomi.

Le procedure utilizzate comunque tendono a favorire le aziende organizzate lasciando fuori gran parte del mondo, quella stessa parte che invece occupa le cronache quotidiane in termini di infortuni. Gli adempimenti richiesti dalla normativa, infatti, sono innumerevoli, sottovalutati o spesso insostenibili in un contesto economico fragile come il nostro, composto soprattutto da imprese le cui dimensioni ridotte sono parte del problema.

La sicurezza nel lavoro resta pertanto una prerogativa di quanti hanno l’opportunità di lavorare in imprese grandi e strutturate, per gli altri prevale il caso fortuito o la buona volontà del datore di lavoro. A questa difficoltà economica si aggiunge il fenomeno della “commercializzazione” della formazione da parte di quei soggetti privi dei requisiti formali che continuano ad ingannare i datori di lavoro con proposte allettanti, prive di ogni valore e di ogni effetto giuridico. Anche questo fenomeno è parte del problema della sostenibilità della formazione e della promozione della qualità formativa.

La nostra azione pertanto mira a sollevare una discussione sul tema della sicurezza sul lavoro anche sotto il profilo dei costi e della qualità, un binomio fondamentale se volgiamo veramente abbattere gli infortuni, creando una cultura del lavoro sana e duratura.