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In occasione della festa del Lavoro la tradizionale commemorazione presso la direzione generale dell’Istituto a piazzale Pastore, a Roma.

A ricevere il Capo dello Stato sono stati il presidente Massimo De Felice e il direttore generale Giuseppe Lucibello

In occasione del 1° Maggio, festa del Lavoro, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha deposto la tradizionale corona davanti al monumento che commemora le vittime di infortunio sul lavoro, all’ingresso della direzione generale dell’Inail in piazzale Pastore a Roma.

A riceverlo – insieme al presidente dell’Istituto, Massimo De Felice, e al direttore generale, Giuseppe Lucibello – anche il vicesindaco del Comune di Roma, Luca Bergamo, e l’assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente.

Il Capo dello Stato, dopo avere sostato per qualche momento davanti alla corona, si è congedato salutando alcuni dipendenti dell’Inail presenti insieme alle loro famiglie.

In occasione della festa del Lavoro – nella sezione “Open data” del sito Inail – sono stati pubblicati i dati analitici relativi alle denunce di infortunio e malattia professionale del 2017 aggiornati alla data del 31 marzo.

Dati – è utile sottolinearlo – comunque provvisori, visto che sarà necessario attendere che si concluda l’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.

Nei primi tre mesi dell’anno sono state circa 161 mila e 500 le denunce di infortunio, con un aumento del 5,9% rispetto allo stesso periodo del 2016. Di queste, 190, riguardano infortuni con esito mortale, 14 in più dello scorso anno.

L’incremento, molto più contenuto rispetto a quello registrato a febbraio, risente ancora dei decessi nei tragici eventi di Rigopiano e Campo Felice.

Sono invece in controtendenza i dati sulle malattie professionali, che fanno registrare un calo delle denunce di circa il 4% rispetto al primo trimestre del 2016.

Le malattie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo continuano a rappresentare le tecnopatie più denunciate, seguite da quelle del sistema nervoso e dell’orecchio.